Con buona pace di Repubblica e del ministro Maroni ( quando un giornale di centro-sinistra usa le stesse parole di un ministro fascista c'è di che spaventarsi) durante la conferenza stampa dei comitati viene spiegato come i black blok non c'entrassero nulla con gli scontri avvenuti in Val di Susa.
Come troppo spesso accade durante le manifestazioni che in qualche modo tentano di far valere la volontà popolare su interessi economici trasversali e lobbistici ogni incidente viene attribuito a fantomatici black blok, terroristi, frange violente e similia. La ricostruzione fatta dai comitati è ben diversa e parla di difesa dei dimostranti dal tiro al piccione messo in piedi dalle forze del disordine e dal lancio di lacrimogeni ad altezza uomo ( su questo punto appare francamente ridicola la richiesta del novello Scelba di accusare di tentato omicidio i manifestanti quando la sua polizia tirava ad altezza uomo)
"Non c'erano black bloc, ma solo persone, in grandissima parte della Valle di Susa, che si erano equipaggiati con caschetti e maschere antigas per difendersi dopo quello che era successo lunedì. Ma erano tutti a mani pulite». Maurizio Piccione, esponente di uno dei movimenti No Tav, ha esordito così, nella ricostruzione della giornata di ieri, in un'affollata conferenza stampa tenuta al nuovo presidio No Tav vicino al cantiere della Torino-Lione. «Dopo che le forze dell'ordine ci hanno aggredito a colpi di lacrimogeni, pietre e getti di idranti - ha proseguito Piccione - ci siamo difesi come abbiamo potuto, non ci è rimasto altro da fare che continuare a difenderci». Per Lele Rizzo, un altro dei portavoce del movimento No Tav, «ieri è stato compiuto uno dei passaggi più' alti della storia politica italiana. Il nostro modo di agire è - ha detto - quello della resistenza popolare».( Ansa)

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In Val di Susa c'è una guerra. E nessun telegiornale sta dicendo la verità. Una popolazione locale sta tentando di opporre resistenza alla costruzione di un'opera voluta da lobbies finanziarie, sostanzialmente inutile, destinata al trasporto delle merci (non è alta velocità.. per chi ancora non lo sapesse!), dal costo pari a tre volte il ponte di messina. TRE VOLTE il costo del PONTE DI MESSINA. Cito inchieste del Politecnico di Torino e Milano, e dati estratti dalla trasmissione Report (Rai tre) e da una bellissima trasmissione andata in onda alcuni mesi fa su La 7. Non mi dilungo sull'impatto ambientale, la collina di amianto (una stima di una ASL di Torino parla di 20.000 morti nei prossimi anni per la nube di fibre..) il tunnel di 54 km dentro una montagna già scavata dall'enel perchè ricca di Uranio.. ma vi informo di questo: i soldi destinati alla costruzione li metteranno le banche, ad un tasso del 6,2 % (interessante eh.. ) ma la fidejussione a garanzia del prestito sapete chi l'ha messa? i 45 miliardi sono quello che dovremo sostenere come costo per ridurre un pochino il nostro debito con l'estero per stare in Europa e il povero Tremonti non sa dove reperirli. Voi!! Noi!!! o se preferite lo Stato italiano! entro 9 anni dovremo restituire 45 miliardi di debito alle banche che hanno finanziato l'opera.    Siete (e siamo) pronti a pagare altri 45 miliardi per far viaggiare più veloce l'acqua minerale di lecce verso la Norvegia, e far arrivare prima i biscotti inglesi  sullo scaffale del vostro supermercato? A proposito.. non passeranno dalla Val di Susa le merci... Un noto docente del Politecnico dice che il costo del transito per un camion da questo valico non sarà competitivo con i costi degli altri tunnel che già esistono. Questa sarà davvero una costosissima cattedrale nel deserto.  Volevo solo informare tante persone che ancora non sanno.. Grazie del vostro tempo.. e chi di voi volesse aiutarci a fermare questo disastro divulghi questa mail. Claudio Guerra Per chi vuole saperne di più..  http://www.notav.eu/

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