"Aveva la testa disabitata. Non un pensiero, non un'immagine, non l'eco della voce di uno spirito; vuoto come una zucca seccata alla quale fosse stata scavata via la polpa per farne un recipiente".
Alcune righe che suggeriscono l'inizio del recente libro di Vauro edito da Piemme, in cui il protagonista Madult, è un ragazzo sudanese alle prese con le problematiche, la solitudine e le frustrazioni, di tanti giovani arrivati nel nostro Paese per fuggire dalla guerra o dalla fame.
Figlio di un popolo di pastori, i dinka, Madult è giunto a Roma per ritrovare un suo posto, la sua quotidianità in una lavanderia a gettone. A Roma, i sogni, le speranze e le negazioni si mescolano e si scontrano insieme a vicende di prostitute, immigrati, preti e poliziotti; un'alchimia di relazioni e personaggi che si fondono con quelle del nostro Paese. La magia di Vauro sta nell'interpretazione e la descrizione, attraverso gli occhi del ragazzo, del suo vivere il presente da immigrato; la paura stazionaria di chi non possiede i documenti, la repulsione letta negli sguardi della gente, un immotivato, ma devastante senso di colpa, pur nella consapevolezza di non fare niente di male, il colore della propria pelle considerato un marchio e qualcosa di cui vergognarsi e un razzismo dilagante che purtroppo miete vittime anche tra i bambini. Un libro intriso di poesia e umanità dove emerge l'Italia odierna egoista e superficiale, in cui Vauro correttamente chiarisce che, per fortuna buona parte degli italiani non è dominata da pregiudizi e istinti razzisti e cerca di entrare in contatto positivo con altre culture. Questo romanzo contiene tutto ciò che riguarda la situazione degli immigrati in Italia; di quelle persone che trascinano un carico di ricordi terribili e vengono qui per ricostruirsi una vita, ma anche di quelle che delinquono, con le caratteristiche di tutti i delinquenti del mondo. Il libro non si chiude con un lieto fine e ciò che viene trasmesso al lettore è il senso d'ingiustizia che non rispetta e non protegge i cittadini stranieri spesso indicati come criminali, quando in realtà sono vittime e strumenti nelle mani di ben più ferrati cittadini italiani.

momo

Non mi fido, come la lavanda.
Mi difendo, come il rododendro.
Sono sola, come la rosa bianca, e ho paura.
E quando ho paura, la mia voce sono i fiori. 

Victoria ha paura del contatto fisico.
Ha paura delle parole, le sue e quelle degli altri.
Soprattutto, ha paura di amare e lasciarsi amare. C'è solo un posto in cui tutte le sue paure sfumano nel silenzio e nella pace: è il suo giardino segreto nel parco pubblico di Potrero Hill, a San Francisco.

I fiori, che ha piantato lei stessa in questo angolo sconosciuto della città, sono la sua casa.
Il suo rifugio. La sua voce. È attraverso il loro linguaggio che Victoria comunica le sue emozioni più profonde. La lavanda per la diffidenza, il cardo per la misantropia, la rosa bianca per la solitudine.
Perché Victoria non ha avuto una vita facile. Abbandonata in culla, ha passato l'infanzia saltando da una famiglia adottiva a un'altra.
Fino all'incontro, drammatico e sconvolgente, con Elizabeth, l'unica vera madre che abbia mai avuto, la donna che le ha insegnato il linguaggio segreto dei fiori. E adesso, è proprio grazie a questo magico dono che Victoria ha preso in mano la sua vita: ha diciotto anni ormai, e lavora come fioraia. I suoi fiori sono tra i più richiesti della città, regalano la felicità e curano l'anima. Ma Victoria non ha ancora trovato il fiore in grado di rimarginare la sua ferita.
Perché il suo cuore si porta dietro una colpa segreta. L'unico in grado di estirparla è un ragazzo misterioso che sembra sapere tutto di lei. Solo lui può levare quel peso dal cuore di Victoria, come spine strappate a uno stelo. Solo lui può prendersi cura delle sue radici invisibili. Solo così il cuore più acerbo della rosa bianca può diventare rosso di passione.

Il linguaggio segreto dei fiori è un fenomeno editoriale senza precedenti. Conteso da tutti gli editori, è stato venduto in ventisette paesi, con aste agguerrite e cifre record.
In uscita contemporanea in tutto il globo, racconta, attraverso uno dei personaggi più straordinari mai creati, una storia di coraggio e di speranza, di abbandono e di incredibile sete di vita, mostrandoci la forza immensa dell'amore più vero, quello imperfetto e senza radici, che dà senza pretendere nulla in cambio.
 

Cordelia, la più piccola delle sorelle Andreas, riceve un giorno per posta le seguenti righe: Andiamo, su, a pregare gli dei per nostra madre che è presa dalle doglie. La lettera reca la firma di James Andreas, genitore di Cordelia e di Rosalinda e Bianca, docente di letteratura inglese al Barnwell College con un chiodo fisso in testa: William Shakespeare.
Avvolta dalle tempeste di sabbia dei versi shakespeariani sin da piccola, con un padre bizzarro, dotto e ossessivo che comunica quasi soltanto attraverso la lingua del genio di Stratford-upon-Avon, Cordelia comprende all'istante il contenuto di quelle righe: la madre è così gravemente malata che occorre subito tornare a Barnwell, la ridente cittadina del Midwest americano dove le tre sorelle hanno vissuto i giorni felici dell'infanzia e dell'adolescenza. Questo è, almeno, quello che Rose, Bean e Cordy, in momenti diversi, decideranno ciascuna per sé: tornare a casa per poi ripartire verso un'altra grande avventura della loro giovane vita. In realtà, a spingerle a fare immediato ritorno a Barnwell è il loro fallimento, la necessità di allontanarsi da un'esistenza sull'orlo del naufragio. Ritornate a Barnwell, le tre sorelle si ritrovano a fare i conti con il loro passato e la loro storia presente. La lunga estate al capezzale della madre le pone, infatti, irrimediabilmente davanti al destino comune che le lega, come le sorelle fatali, le tre streghe del Macbeth, l'opera che ha accompagnato la loro meravigliosa e incomparabile infanzia.

Dettagli del libro


Reduci Estremamente Distruttivi.

Frank Moses vorrebbe solo stare in pace, vivere la sua vita e godere della compagnia di Sarah. Ma Frank ( un Bruce Willis in stato di grazia e nei panni a lui più congeniali) conosce troppe cose, conserva troppi segreti e da strumento di morte della CIA ne diventa un bersaglio. La fuga dai cattivi-buoni diventa un pretesto, per reclutare gli altri compagni di un tempo che, come lui, corrono gli stessi pericoli.Lady Victoria ( una deliziosa Hellen Mirren) tipica borghese inglese con la passione per la botanica, Marvin( John Malkovich, e basta) un grassissimo pazzo paranoico che nasconde armi in un maialino di peluches che porta sempre con sè, Joe ( Morgan Freeman ) , il russo Ivan ( Brian Cox da Bourne con furore) e un altro stuolo di grandissimi comprimari dal novantaquatrenne Borgnine a Richard Dreyfuss.
Tratto da un fumetto DC comics il film viene ampiamente rimaneggiato e la sceneggiatura ridisegnata su questi grandissimi attori. Il personaggio di Willis richiama in qualche misura quello interpretato dall'attore in Pulp Fiction di Tarantino, è un film d'azione ma con quella vena d'ironia mai banale ( se vogliamo pescare un'altra somiglianza un po' Die Hard). Un film godibile per una serata spensierata.
 


(Felice)                           
                                                                          TRAILER


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