Dopo un'ora dalla chiusura dei seggi il risultato è ben delineato e c'è un vincitore assoluto e un perdente definitivo. I perdenti, nonstante i tentativi dell'ultimo secondo di salire sul carro deivincitori, sono molti. Tralasciamo Berlusconi e Bossi, è come sparare sulla croce rossa, andiamo oltre; nonstante tutte le parole e i sorrisi di questi minuti,i risultati danno uno schiaffo, dopo le amministrative, anche al centrosinistra.
Il centrosinistra ha osteggiato all'inizio i referendum, poi li ha deliberatamente non considerati e alla fine si è messo in scia vista la possibilità di vittoria ( tacciamo le posizioni di anni fa di Bersani su acqua e nucleare per amor di patria), lo stesso ha fatto il cosidetto terzo polo, dove i due terzi ( Fini e Casini) sono stati complici di Berlusconi e delle sue idee per quindici anni e il terzo ( Rutelli) ha abbandonato il centrosinistra alla ricerca di visibilità personale e si è unito al gatto alla volpe, anche loro adesso rivendicano un ruolo che non hanno mai avuto. Danno uno schiaffo alla televisione di stato e quella privata e al mondo dei media in generale, dove, nonostante il totale boicottaggio sui referendum non sono riusciti a boicottarli, il cervello della gente è ancora acceso, indipendentemente dal tentativo di condizionamento del Gande Fratello. Come nelle amministrative hanno vinto le idee, la gente, la consapevolezza di quali siano i reali problemi e di come su questi problemi serva una risposta politica. La gente non si è allontanata dalla politica è la politica che si è allontanata dalla gente. E dovremmo continuare a tenerla lontana, il solo Di Pietro sembra aver capito " la pancia" della gente. Il prossimo passo deve essere la riforma elettorale, il poterci consentire di scegliere realmente chi ci rappresenta, che sia la gente, che è molto meglio di quello che pensano questi stronzi, a tornare padrona. In tre settimane abbiamo dimostrato che tutti quelli che adesso sono al governo e all'oposizione non ci rappresentano, a casa, TUTTI!
ecco, la partita sta per iniziare…le squadre scendono in campo…ma, un attimo!….dove sono i giocatori della società del NO, quelli dell’allegra compagnia dell’ammmore?…sembra che non si presenteranno alla sfida…non hanno intenzione di disputare la partita!?!



la terna arbitrale si sta consultando…eccoli a bordo campo che confabulano..attenzione gentili ascoltatori, sembra che siano già giunti ad una soluzione, immaginiamo tutti l’ovvia conclusione di questa pagliacciata…ma,…un attimo… incredibile!!!…signore e signori vi assicuro che se non lo vedessi con i miei occhi non ci crederei!  sul tabellone è appena apparso il risultato… una scritta assurda….la vittoria è assegnata a tavolino “per astensione”…. alla squadra che ha disertato il campo da gioco!!!

un silenzio assordante accoglie il risultato…poi, più assordante, ma anche più osceno, scoppia il boato di giubilo della tifoseria dei vigliacchi….



dru


Il tg 2 raggiunge e sorpassa il tg 1. Non parlo di ascolti naturalmente, ma nello sbagliare in modo clamoroso, e a questo punto sembrerebbe volontariamente, le date dei referendum. Nella edizione delle 13 di oggi la simpatica conduttrice prima parla di referendum il venerdì e la domenica, saltando poi, per motivi sconosciuti, la giornata di sabato. Uno pensa ad una svista, un errore in buona fede.
Poi parte il servizio, o meglio il servizietto filo padronale a cui il cavaliere sembra molto affezionato, in cui la data dei referendum diventa 13 e 14 giugno come per i cazzari del tg1.Eppure non sarebbe difficile, passi per il controllo delle fonti, ma controllare un calendario non dovrebbe essere così difficile. A questo punto la cosa diventa quantomeno sospetta. E, visto che a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca, viene da chiedersi fino a che punto gli sbagli siano imputabili a sviste o piuttosto a malafede.Di certo la Rai, di Mediaset non ne parliamo proprio, i referendum sono una sorta di tabù di cui è meglio non parlare, meglio pagare le multe che far incazzare il capo, poi in questo periodo di nomine un servizietto al capo può sempre tornare utile.
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Oggi una sentenza della Corte Costituzionale ha dato il via libera ai referendum sul nucleare, che la maggioranza di governo aveva cercato di fermare atttaverso il decreto Omnibus, mettendo una foglia di fico sulla costruzione di nuove centrali rimandandola sine die. Questo era il dispositivo referendario più temuto, non tanto per il quesito in sè, ma perchè era quello di maggior richiamo e più " sentito" dall'elettorato e quindi il quorum potrebbe essere raggiunto con maggiore facilità e trascinare con sè anche l'abrogazione del legittimo impedimento, vera spina nel fianco del Cavalier Patacca.
Una sberla sui referendum, dopo i ceffoni ricevuti alle amministrative metterebbe probabilmente la parola fine sul ventennio berlusconiano e tutta la sua allegra banda di ballerine di terza fila. Perchè se su acqua e nucleare potrebbe avanzare gli alibi del sentimento popolare scosso dai fatti di Fukushima e il solito balletto sui comunisti brutti,sporchi e cattivi, sul legittimo impedimento non avrebbe via d'uscita; sarebbe un calcio nel culo ben assestato alla sua persona, anche perchè è l'unico delle cariche coinvolte che ne ha usufruito, e ne usufruisce pienamente e senza vergogna per sfuggire ai processi. In realtà diventa un sì politico a tutti gli effetti, ovvero un segnale preciso contro il Cavaliere Mascarato, anche perchè in realtà la legge sul legittimo impedimento è già stata svuotata dalla Corte Costituzionale Il comma tre e quattro dell'articolo uno sono stati dichiarata illegittimi dalla sentenza della Corte costituzionale numero 23 del 13 gennaio 2011. E' stata cancellata la parte più odiosa, in particolare il comma 4 tendeva a far rientrare dalla finestra ciò che già era stato fatto uscire dalla porta dalla Corte costituzionale e cioè la disciplina della sospensione del processo per le alte cariche dello stato. Non è possibile creare prerogative che rendano il Presidente del Consiglio e i ministri differenti dagli altri cittadini se non attraverso una legge costituzionale, cioè affrontando un dibattito parlamentare complesso. ( http://www.radicali.it/contenuto/referendum-sul-legittimo-impedimento-un-s-politico-contro-una-legge-incostituzionale) La Corte Costituzionale ha fatto notare che si andava sostanzialmente ad imporre al giudice del processo il rinvio dell'udienza in relazione a qualsiasi tipo di attività connessa alle funzioni di governo senza che queste attività siano specificatamente individuate o analizzate ma in base ad una norma estremante generica. La Corte Costituzionale ha detto che al giudice rimane riservata la possibilità di andare a valutare caso per caso quale compito il Presidente del Consiglio deve andare a svolgere quando c'è l'udienza. E' onere del Presidente del Consiglio specificare quale attività deve compiere.

Quindi per quanto riguarda i processi in corso o futuri del Cainano non cambierebbe nulla ( anche perchè si tratta di una legge transitoria con scadenza a ottobre 2011 e che dovrebbe essre prolungata dal parlamento, ma comunque dopo l'intervento della corte costituzionale è di fatto inutile al premier) si tratta di affermare una volontà politica al concetto di giustizia e paritarietà nel giudizio. Si tratta di strappare la foglia di fico e far vedere il re nudo. Fargli capire che non siamo più disposti ad accettare passivamente ogni sua porcata in tema di giudici e processi. Che stiamo da una parte sola: quella della giustizia.

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 Silvio Berlusconi - CaricatureImage by DonkeyHotey via Flickr


"Se fossimo andati oggi a quel referendum, il nucleare in Italia non sarebbe stato possibile per molti anni a venire. Abbiamo introdotto questa moratoria responsabilmente, per far sì che dopo un anno o due si possa tornare a discuterne con un'opinione pubblica consapevole. Siamo convinti che il nucleare sia un destino ineluttabile." Così Berlusconi dopo l'approvazione alla fiducia sul decreto Omnibus, oscuro pacchetto di decreti in cui è stato inserito alla vigliacca anche questa sorta di moratoria a tempo indefinito, nel senso che potrebbe durare 24 ore come un anno, con la quale si accantona  temporaneamente l'idea della costruzione di nuove centrali nucleari. Una carta disperata giocata da questo manipolo di faccendieri per bypassare il referendum o quantomeno svuotarlo del quesito con maggiore appeal sull'elettorato. Sulla fattibilità o meno del quesito referendario si dovrà esprimere la consulta, anche se le parole di Berlusconi, il peggior nemico del suo governo, sottointendono il fatto che non si tratti di una abrogazione a tempo indeterminato ma solo il procrastrinare di un fatto ineluttabile e quindi non intaccherebbe il nocciolo del quesito referendario che ne chiede il divieto sine die.

Romani si chiede se non sia il caso di procrastrinare anche le decisioni sull'acqua. Insomma di quattro referendum ne resterebbe in piedi solo uno.
 I quesiti infatti sono quattro, e il quarto – vale la pena ricordarlo – in caso di vittoria, prevede esattamente questo: “l'abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale”
 Ecco spiegata una volontà, quella di ostacolare in tutti i modi il referendum, giustificabile solo con la pedina “interessi privati”. Ecco spiegato l'appello del comitato di Montecitorio affinché il mondo della cultura, dello spettacolo e della scienza si mobiliti una volta per tutte. Ecco spiegate le dichiarazioni apocalittiche di gran parte della sinistra (del tipo “qui si gioca il futuro di Berlusconi”).
Allora il 12 e il 13 giugno votiamo quattro sì per dire di no a chi vorrebbe zittire la voce dei cittadini

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